Vuelta a España 2026, Top/Flop del giorno

La nostra consueta rubrica che traccia il bilancio della giornata appena conclusasi alla Vuelta a España 2026.

  • Enric Mas (Movistar): Sono passati quattro anni dalla sua ultima vittoria in una corsa e otto nella Vuelta, ma tornare al successo così è qualcosa di davvero speciale, per cui è valsa la pena attendere. L’urlo liberatorio al traguardo è la fotografia perfetta di un corridore che è sempre stato sotto alle grande aspettative riposte su di lui, ma che in fin dei conti sulle strade di casa è sempre protagonista. Riuscire a gestire la pressione della Maglia Rossa dopo il ritiro di Tadej Pogačar non era certo facile, ma lui ci è riuscito alla grande. Infatti sulla salita finale è rimasto sempre attento, non sprecando energie e facendo l’allungo nel momento giusto, dando poi il massimo fino al traguardo. In qualche modo possiamo dire che oggi abbia legittimato il simbolo del primato e ora dovrà riuscire a difenderlo sino a Granada.
  • Oscar Onley (Netcompany – INEOS): Una Vuelta di alti e bassi per il giovane britannico, che oggi ha toccato però decisamente il punto più alto fin qui. Infatti è riuscito a essere brillante nel momento chiave, a differenza di quanto capitato a Castelló, andando a riprendere con poche pedalate la ruota di Mas. Si vedeva chiaramente dal volto che fosse al limite, ma ha avuto la forza mentale di non mollare e riuscire a tenere saldamente la ruota dello spagnolo fino al traguardo. Non ha avuto la forza per provare a vincere, ma questo risultato lo rilancia decisamente in classifica, dove torna pienamente in corsa per un posto sul podio.
  • Pavel Sivakov (UAE Team Emirates – XRG): Sfuma a 4,5 km il sogno della prima vittoria in un Grande Giro, ma la sua prestazione ha un valore simbolico importante. Infatti ha spinto al massimo e resistito il più possibile al comando per un chiaro obiettivo: quello di dedicare la vittoria al proprio capitano Pogačar dopo il ritiro. Il francese in questi anni è sempre stato un fido gregario dello sloveno supportandolo costantemente nei GT. Nella giornata odierna è stato quindi lui il primo a dare un messaggio alla squadra, bisognerà provarci ogni giorno fino alla fine per riuscire a onorare la corsa dopo la pesante perdita del leader del team emiratino.
  • Felix Gall (Decathlon CMA CGM): La Decathlon CMA CGM ha fatto il forcing per lanciare il suo attacco, ma quando l’austriaco è partito a sette chilometri dal traguardo, non è riuscito a fare la differenza, venendo ripreso poco dopo. Un tentativo che non è sembrato molto convinto, visto che ha subito desistito dopo essere ripreso. Però successivamente ha provato nuovamente l’allungo, ancora senza esito. Tutte queste energie sprecate hanno fatto la differenza nel finale, dove nel momento clou l’austriaco ha pagato lo sforzo, perdendo contatto dalla testa. Alla fine ha limitato i danni, ma con una gestione tattica diversa avrebbe potuto anche giocarsi la vittoria.
  • Richard Carapaz (EF Education – EasyPost): Rimane fedele alla sua filosofia e prova sempre l’attacco, ma fino ad ora in questa Vuleta non ha mai avuto le gambe. Anche sulla salita odierna il tentativo fatto è stato più per una volontà di provarci che per la concreta possibilità di fare la differenza. Infatti l’allungo è durato poco e lo sforzo fatto ha poi avuto anche la conseguenza di perdere le ultime energie. Infatti nel finale ha perso progressivamente tempo dalla testa, chiudendo a quasi un minuto. In classifica il distacco quindi aumenta e per riuscire a salire sul podio servirà un netto cambio di passo nelle prossime tappe.
  • Sepp Kuss (Visma | Lease a Bike): Fino ad oggi aveva sempre fatto una corsa regolare, seppur non appariscente, riuscendo così a mantenersi a ridosso del podio in classifica generale. Invece oggi lo statunitense è andato alla deriva, chiudendo con un distacco di 1’44” da Mas e perdendo ben tre posizioni in classifica generale, scivolando al settimo posto. Una salita lunga che sembrava adatta ad un corridore esperto come lui, che invece non ha avuto le energie per tenere il passo dei migliori, rischiando di compromettere le chanche di un buon risultato finale.

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